Per scriverti questi concetti mi immergo e torno a vivere la Roberta nel 2017/18.  Sono stati due anni per me estremamente difficili e impegnativi… non solo da un punto di vista fisico, ma anche emotivo. 

Le emozioni e tutto ciò che si attiva quando il dolore ti accompagna 24 ore su 24 non stop sono davvero difficili da spiegare…. Tempo fa ho coniato questo termine… che ho ri trovato estremamente utile anche nel periodo post parto: la persona vive shekerata sulle montagne russe emotive, e rischia di non scendere mai!!! 

Le emozioni sono un mezzo di comunicazione tra mente e corpo. 

Sono il veicolo con cui noi possiamo misurare la nostra relazione con il corpo e con la mente. 

È importante parlare di emozioni quando si parla di dolore cronico, e, a mio parere, dopo la mia esperienza e i percorsi di altre persone, è impossibile non considerarle. 

La prima cosa da dire è che se ti stai trovando su queste montagne russe emotive è normale. 

E la seconda è che è ancora più normale che tu non sappia cosa fare per scendere e per gestirle, se nessuno te ne parla e tantomeno te lo insegna.

Purtroppo questa dimensione, nella consuetudine terapeutica non solo è tralasciata ma troppo spesso viene mortificata. 

Con frasi, modi di dire, esortazioni, parole e definizioni davvero fuori luogo, poco utili, per nulla empatiche e pure peggiorative della situazione. 

Che un medico dica “sarà solo lo stress” oppure “potrebbe essere che sei nervosa” in una seduta senza poi spiegare e specificare cosa intende e in che senso lo dice, è terrificante e porta pure il paziente a fraintendimenti e confusione. 

Che un medico o un terapista non si accorga che dicendo queste frasi vada a ledere una persona già fragile è assurdo. Eppure se sei qui a leggermi sai bene che questo accade molto più spesso di ciò che persone immaginano. 

Questo modo non terapeutico della relazione di cura crea una dinamica che io ho definito “dolore nel dolore”: dinamica in cui la persona che già sta male si sente ancora più male, proprio perché viene trattata in modo superficiale, sbrigativo e totalmente non professionale, e dinamica che poi prosegue ed aumenta perché la mente della persona ribadisce lo stesso “con pensieri random”…

La spiegazione di ciò che sta accadendo alle emozioni e al dolore nel corpo, e quindi nella mente, di chi soffre di dolore cronico è un fenomeno spiegabile e che merita di essere affrontato in modo chiaro e semplice. 

Lo stress (che in gergo medico non vuol dire nulla come parola) fa parte della vita. 

Lo stress è vita. 

Lo stress (cioè il carico che noi affrontiamo come persona nella nostra fisiologia e nella nostra quotidianità, nel lavoro o in famiglia o nella patologia…) è legato a come noi sappiamo rispondere a ciò che ci accade, e a quante e quali energie abbiamo per poter rispondere a ciò che ci accade. 

Mi spiego meglio con degli esempi: prendili come tali, poi ci ritorneremo. 

Se io ho una patologia complessa da tre mesi, potrò avere una capacità di rispondere al carico che questa mi porta, molto più veloce, attiva, speranzosa di una persona che ne soffre da 15 anni senza avere avuto sollievo. 

Io stessa, nei primi 6 mesi avevo capacità di gestire le cose diversamente rispetto a un anno dopo, quando ero pure peggiorata. 

Se una persona ha una situazione difficile a livello familiare ed economico se si ammala ha una capacità ancora minore di far fronte alla  gestione della situazione se non viene adeguatamente guidata e sostenuta. 

E questo accade non perché sei sbagliata o non vai bene: accade perché sei un’essere umano. Esattamente come me e come tutti. Funzioniamo tutti così. 

Varia la quantità di tempo, ma capita a tutti nella Vita di avere difficoltà a gestire qualcosa per: mancanza di competenze, energia, forza….. solo che quando accade di solito ci si ferma e si cerca di capire dove cambiare le cose, come fare a riposarsi, ecc… in queste situazioni complesse, questa parte arriva a essere proposta “alla frutta”…. Ovvero come ultima spiaggia. 

E invece è qualcosa che io spiego in prima seduta. Ogni volta che comincio un percorso  con qualcuno di nuovo. 

Seguimi. Torniamo agli esempi di prima. 

Sto male da 3 mesi. E il dolore non passa. 

Sei d’accordo che se mi fermo, mi metto a riposo, per davvero, cambio alimentazione, mi idrato di più, introduco delle modalità di vivermi, vivere gli altri, ecc da subito… ci metterò meno tempo a migliorare che non…..

Sto male da 13 anni.  E il dolore non passa. 

Mi dicono che è stress, che mi devo fermare, mi devo mettere a riposo, per davvero, cambiare alimentazione, idratarmi di più, introdurre delle modalità di vivermi, vivere gli altri, ecc da subito… ci metterò più tempo a migliorare perché il mio corpo ha già dei meccanismi (cronicizzati) da più tempo e quindi mi Vivrò io in modo peggiore e senza

speranza, con emozioni anche più negative/violente/impotenti/frustrate? 

Quindi prima cosa da capire: quello che viene chiamato “stress” è legato intimamente e individualmente a ognuno di noi, ed è per questo diverso e unico per ognuno di noi. E non riguarda solo la malattia o il dolore che hai da gestire, riguarda la tua vita. 

E mi soffermo così tanto su questo concetto perché è uno dei motivi per cui non migliori. Capire queste cose ti permette di iniziare a capire il quadro completo di cosa ti è accaduto e ti sta accadendo, che è complesso ma non impossibile da cambiare. 

Il corpo e la mente di ognuno di noi ha una capacità “più o meno limitata” di gestione dello stress (l’ampiezza di questa deriva da più fattori: l’epigenetica, quindi l’ambiente in cui vivi, la tua famiglia, lo stato economico e sociale, la tua genetica, i traumi che hai avuto nella vita, come hai vissuto questi, ecc ecc ecc) : in base a quanto la tua è limitata farai più o meno fatica a gestire lo stress che ha portato e porta in più nel tuo corpo e nella tua mente  il dolore e la malattia nella tua vita quotidiana. 

Ovviamente le emozioni che vivi sono strettamente correlate anche a tutto questo. 

E più tu ti disinteressi delle emozioni che vivi più anche queste finiscono nel “calderone della capacità dello stress” in negativo… e quindi avrai poca energia, emozioni prevalentemente negative, infiammazione nel corpo, debolezza stanchezza e poca forza, irritabilità, poca concentrazione, perche tutte le energie del corpo sono rivolte alla gestione di quello che ti è accaduto: dolore e patologia. 

Che sono diventate croniche perche non sono state disinnescate a 360 fin dall’inizio. 

Sopratutto se si parla di post trauma o di patologia che hai vissuto con un‘emotività molto forte, sia per la diagnosi, per la ricerca di una cura, sia perché ti senti costantemente preoccupata perché vedi che il dolore non passa… anzi peggiora. 

Tutto questo loop emotivo, fisico e mentale arriva ad essere estenuante perché non c’è nessuno che ti ha detto che è arrivato il momento di fartene carico: ma non perché ti devi arrangiare ed è colpa tua. 

Perché prendere Responsabilità di come

Vivi ciò che si manifesta nel tuo corpo e nella

Tua mente fa parte della cura, e dipende anche dalle tue emozioni. 

Che dici, sono riuscita un po’ a farti interessare e a farti capire un po di più come funzionano il

Tuo corpo e la tua mente rispetto a questo “stress” bistrattato e a farti comprendere che le emozioni sono uno dei punti cardine perché tu possa prenderti cura di te? 

Se vuoi approfondire ulteriormente questa è la puntata di “vita da cronico” di ieri e questa una puntata in cui parlo di emozioni (e anche questa!)

Buona giornata a presto! 

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