Ecco, ore 6.15, ed è arrivata quella mattina. 

Quella metti a che nel 2016, 2017, e nel 2018 mi ha praticamente accompagnato ogni giorno: la mattina del “non ce la faccio, non posso, non riesco, perché sono così stanca?, cambieranno mai le cose?, non sono per nulla riposata, ho dormito davvero male e mi sono svegliata per dolori a bracci e viso più volte,….”

Ecco. Oggi, 2 dicembre 2020, questi sono stati i miei primi pensieri della giornata accompagnati dal dolore alla guancia, alla lingua, alla testa, al viso, e al braccio. 

Nel 2019, ancora, avrei deciso di tornare a dormire, e posticipare la sveglia, almeno alle 7.00/7.30, con il riscaldato che mi sarei svegliata ancora più rintronata e più stanca di adesso. 

Ascoltare quei pensieri negativi per molto tempo è stata l’unica cosa che potevo fare e che riuscivo a fare. 

Non capivo come potermi mettere “contro di loro”, come poterli gestire… mi chiedevo se mai fosse stato possibile. 

Leggevo e mi informavo su come dormire bene, le ricerche, la letteratura, su come svegliarsi riposati e le giuste azioni da fare, ma sembrava che quei pensieri fossero stampati con il fuoco nella mia mente. 

Mi sentivo totalmente impotente e totalmente prigioniera di ognuno di loro, tanto che alla fine non potevo fare altro che dargli ragione. 

E seguendo ciò che mi dicevano, spegnevo la sveglia e mi perdevo nel sonno per non voler essere sconfitta da quella situazione insostenibile. 

Mi svegliavo più tardi, con i dolori più forti, con una mente obnubilata, come se fossi davvero con la testa in un luogo e il corpo, lontano, in un altro. 

La comunicazione tra questi due mondi si affievoliva e io ero in panico. 

Svogliata e frustrata mi alzavo dal letto con già rabbia, nervoso, e tutta la negatività che mi avrebbe accompagnata per la giornata: si, non sarebbe mai cambiato nulla, qualunque cosa avessi fatto. E i pensieri peggioravano, diventando colmi di rabbia per ciò che mi aveva portato a essere così, a chi non aveva mai saputo aiutarmi, ascoltarmi, per le tentate operazioni andate male ecc….. 

E, naturalmente, tutto questa corrente distruttiva non faceva altro che aumentare la mia attivazione allo stress, aumentare la mia infiammazione tissutale, la mia ipersensibilità dolorifica, tattile e nervosa, ed indebolire il mio sistema ormonale ed endocrino, risultato: ogni santo giorno, era come se fossi star schiacciata da un camion a 300 all’ora e quando leggevo idee o progetti che mi ero appuntata nelle pochissime giornate di euforia e di entusiasmo ridevo di me, e i pensieri erano: “certo, si sì, lavorare online e guadagnare, si si, creati il lavoro, si sì, non conosci nulla di informatica, non sai come si fa una newsletter, non capisci come funziona un hosting, i social, la comunicazione marketing, ecc…” e via, sepolta sotto tonnellate di fantastico malumore gratuito e malefico. 

E poi “si certo, apri un canale YouTube e mettiti davanti al cellulare, con la faccia che ti ritrovi, le occhiaie perenni, la bocca storta, mentre fai una fatica assurda a parlare tanto che ti viene da piangere ogni volta che registri un video…di sicuro ti crei un lavoro così….poverina… hanno ragione i tuoi, a dire che devi smetterla, e che non sono cose fattibili…”, e via di nuovo…

Oggi come vi dicevo, mi sono svegliata così, dolorante, e mezza distrutta dalla notte un po’ agitata. 

Alle 6.30 però, ai miei pensieri negativi (che per inciso sono stati proprio quelli che vi ho descritto qui) è stato fermato il diritto di mettermi ko. 

Da cosa? 

Dalla mia volontà. 

Dalla mia coscienza che ha iniziato a dire: “tu non sei Wonder Woman, e queste mattine capitano a tutti ( e vi posso assicurare che anche chi non soffre di dolore cornico, purtroppo le vive e non riesce a uscirne), queste giornate capitano a tutti. Sai cosa devi fare? Rallentare ancora di più. Prenditi tempo, adesso svegliati con calma bevi un bicchiere d’acqua, e poi fai quello che riesci. Hai voglia di meditare? Medita. Hai voglia di leggere? Leggi. Hai voglia di scrivere? Scrivi. Hai voglia solo di stare a letto e ascoltare musica rilassante? Fallo. Ma non cedere a questi pensieri perché non fanno il tuo bene. Lo sai”.

Ecco. 

Un dialogo così, c’è voluto molto tempo, costanza, pazienza, e si, molta fede, per iniziare a costruirlo, e a viverlo, in tempo reale quando serve. 

Però il percorso, gli stimoli che vi propongo, le idee, le ispirazioni, le pratiche e le azioni che vi suggerisco hanno come scopo questo: Migliorare la vostra qualità di vita. 

Come? In questo modo, arrivando a crearvi un vostro autonomo e reale centro di gravità permanente. 

Battiato aveva ragione. È questo quello che permette in modo reale e concreto alla persona di essere se stessa sempre e di non farsi influenzare da altri, da altro e in grado di gestire se stessa, la sua vita, i suoi pensieri, e si, anche i suoi dolori e i suoi limiti. 

Cercate questa canzone su Spotify o YouTube e riascoltatela a occhi chiusi, tenendo concentrazione sul significato delle parole e vedrete che sentirete qualcosa che vibra internamente a voi: la vostra coscienza, il vostro centro di gravità permanente. È lì, e ognuno di noi, ha solo bisogno di imparare a contattarlo. 

Buona giornata 🦋